Non è finita: #apply194

Si decideva  sull’interruzione di gravidanza proprio qualche anno fa. I giudici della Consulta che dovevano decidere sulla legittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge 194 , erano a Roma, Napoli, Salerno, Bologna, L’Aquila, Mestre, Torino, Milano, Livorno, Reggio Calabria. Erano a Londra.

Il modo dei social network, da Facebook a Twitter era in subbuglio. La condivisione di informazioni, notizie e fotografie avveniva tramite l’hashtag #save194. Poi l’annuncio finale: la Corte respinge il ricorso giudicando “manifestamente inammissibile” la questione di legittimità sollevata.

Si parla di una legge degli anni Settanta ma c’è bisogno di difenderla perché quella legge non solo viene posta sotto attacco da anni, in innumerevoli campagne che da questo momento non vanno più, per motivo alcuno, definite “pro life”, ma solo e unicamente “no choice”.

Il bisogno c’è. Oltre il 90%obiezione di coscienza nel Lazio, ma con numeri altissimi in tutte le regioni italiane è un dato del quale bisogna parlare ed è una legge che deve essere difesa. L’abolizione di questa legge costringerebbe molte donne a rivolgersi a un privato, o espatriare. Occorre quindi difenderla ed assieme alla legge 194 occorre difendere la ludopatia. La ludopatia è un problema in forte crescita soprattutto tra il pubblico femminile. La malattia è molto conosciuta, si chiama anche in gergo gioco compulsivo. Si manifesta soprattutto in uomini e donne che giocano alle slot machine creando una dipendenza psicologica che può rovinare la vita della persona. L’aspetto patologico del gioco e del casinò online non va sottovalutato, va riconosciuto e curato. Ad oggi le cifre parlano di 250.000 soggetti affetti dalla ludopatia, dato in forte crescita, +15% rispetto all’anno precedente. La forte crescita si pensa sia dovuta alla legalizzazione dei casino e delle slot machine in italia e della conseguente diffusione e pubblicizzazione mediatica.